Ciao Kiko,

non sono brava nell'esprimere quello che sento, chi mi sta
vicino lo sa e mi conosce, ma penso di dovertelo sopratutto dopo quello
che è successo (la scomparsa di Luca Garau Chessa) e quindi eccomi qua...

Quello che ti dico non è da COLLEGA a "collega" ma da atleta ad ALLENATORE.

Non so cosa sia la pallavolo per me, me lo sono sempre chiesta ma non ho trovato risposta, dire che è
la mia vita o uno stile di vita sarebbe riduttivo. Per anni ce l'ho
avuta con questo sport perchè mi ha fatto piangere (per via dei dolori al ginocchio),

mi ha rovinato fisicamente e ne porto ancora i segni, perciò dopo essere stata male sono
sparita dalla circolazione. Ma col tempo, crescendo, mi sono accorta che non
potevo portare rancore per uno sport che mi ha dato tanto (nonostante
io non mi sia mai stata una campionessa) e così piano piano mi sono
fatta coraggio e mi sono riavvicinata, ho capito che forse mi può far
crescere ancora nonostante mi faccia ancora tanto male. Questo è merito tuo
e di Luca e di Alberto che mi avete fatto apprezzare cosi profondamente questo sport,

che nonostante le sgridate le sudate e i palloni sui denti perchè non sapevo come mettere le
mani è sempre stato tutto per me.

Poi sono venuta a cercarti l'anno scorso e tu con un sorriso mi hai salutato e mi hai preso per mano ancora
una volta come hai sempre fatto per intraprendere questa nuova strada che
mi spaventa tanto. Ho imparato tanto da te, non solo come atleta ma
come persona e penso che questa sia per te una delle più grandi vittorie
visto che a quanto pare non sono l'unica. Hai dato molto alle tue
atlete e continui a farlo. Quindi ti dico GRAZIE per avermi dato tanto e per
avermi ancora una volta dato un'altra possibilità, spero di non deluderti mai.

Un abbraccio.